PIONEER A-A9-J (AIR STUDIOS)

Un integrato dotato di tutto in termini di connettività e qualità, bella sorpresa, uno degli ultimi colpi di coda di un colosso dell'hifi di sempre: PIONEER

Pioneer ha una storia incredibile di successi e primati nel mondo dell'hifi, ha eccelso e stupito in ogni campo, dai diffusori, basti ricordare i mitici Pioneer HPM-150 con il tweeter omnidirezionale, gli amplificatori della serie SPEC, i registratori a cassette con la flagship CT-F1250, per non parlare dei giradischi, ci sarebbe da aprire un capitolo a parte per quanto il marchio abbia contribuito in maniera massiccia alla produzione di apparecchi top ancora oggi non solo ricordati, ma super ricercati.

Purtroppo, Pioneer come molti grandi, nel terzo millennio ha cominciato un declino che è culminato con la sua quasi sparizione.

In ogni caso anche dopo il 2000, ha sfornato cose egregie, rimanendo sempre ai vertici ad esempio nella produzione di TV plasma ed LCD con la serie KURO come nel mondo del professionale con gira-cd da DJ e altri dispositivi.

Fatta questa doverosa premessa, non posso certo annoverare questo integrato tra i capolavori di Pioneer, ma di certo non sfigura e si pone nella fascia medio-alta della produzione del colosso giapponese.

Una estetica unica, riconoscibile per questo frontale a sbalzo di un bell'alluminio color titanio, per le poche ma ben realizzate manopole ed un display inusuale in ambito hifi, in quanto lcd a matrice di punti retroilluminato di un bel colore, forse anche troppo luminoso.

Da sinistra il tasto di accensione che si illumina centralmente di blu, poco sotto il ricevitore iR e l'ingresso per la cuffia, a seguire il detto display e poco più in la, un pulsantino che premuto si illumina di rosso, con la scritta "Direct" che bypassa i controlli di tono e di bilanciamento portando il segnale dall'ingresso all'uscita senza passare per altro, il bel selettore degli ingressi e la manopola del volume, molto grande, motorizzata perchè tutto l'apparecchio può essere gestito da un bel telecomando.

Dietro esce ancor di più la classe di questo integrato, connettori per i diffusori davvero belli per dimensione e qualità, sembrano dei WBT, tanto sono ben fatti, poi gli ingressi, tutti placcati in oro, per sorgenti digitali e analogiche finanche un phono con selettore posteriore per testine MM ed MC.

Non manca nulla, c'è tutto, è telecomandato, ci si può attaccare dal cd al tuner, dal giradischi ad un tape e sorpresina, c'è anche un ingresso USB per collegare un pc o altro che usi quel protocollo di collegamento.

Insomma, una versatilità davvero notevole per un integrato che costava poco più di 1000,00 Euro ma che vale molto di più perchè guardandolo dentro ci si rende conto dello sforzo che la Pioneer ha profuso nella sua progettazione e realizzazione.

Dual Mono nel vero senso della parola, se lo si potesse piegare a metà, sarebbe davvero speculare. Due enormi toroidali, coadiuvati da 8 condensatori garantiscono molta più energia di quanta necessiti ad un integrato che di targa vanta solo 55+55 watt per canale su 8 ohm e 70+70 su 4 ohm. Un interno ordinato con ridotto cablaggio, raffreddamento affidato ad enormi dissipatori in alluminio di grande spessore, uno chassis rinforzato alla base con una costruzione a nido d'ape, nulla è lasciato al caso, nulla è sufficiente o economico, anche le viti sono in rame ed il coperchio è fissato con 11 brugole quando ne sarebbero bastate 4.

Volendo fare il cattivo, visto che ci hanno messo di tutto e di più, non ci sarebbe stato male un ingresso xlr, ma di contro c'è una uscita pre-out per usarlo con un ulteriore finale di potenza.

E' bello, è ben costruito, suona bene, funziona in classe AB, io l'ho provato con diffusori difficili (86db ed una elettrostatica) e non ha mai perso un colpo o è andato in crisi, anzi, sul carico difficile, aumentando la potenza e la dinamica si è espresso ancora meglio.

Con un diffusore più adatto a lui, l'ho testato con una coppia di Kef 104/2 da 92 db, non si può andare oltre un terzo del volume, sia in termini di quantità che di qualità e soddisfazione.

Mai affaticante, anzi sempre piacevole e più si scalda più suona bene, davvero una sorpresa, altamente consigliato per un secondo impianto o per chi non può o non vuole spendere una fortuna per sentire bene la musica.

Ultima chicca, sul frontale in basso a dx, campeggia la certificazione "AIR Studios" una sorta di "onoreficenza" data ad apparecchi che superano determinati test, un po come la THX della George Lucas Film, ma qui parliamo di Associated Independent Recording, fondata negli anni '60 da George Martin (capo della EMI/Pharlophone e produttore tra gli altri dei Beatles).

PIONEER A-A9-J - Descrizione:

 

Costruito su un concetto dual-mono, questo interessante amplificatore stereo integrato ha una fonte di alimentazione robusta e sofisticata con un doppio trasformatore toroidale, funziona in classe AB ed è dotato di un ingresso USB per una facile connessione a nuovi fonti musicali.

Il dispositivo include un ingresso phono sia per MM che MC ed è inoltre dotato di un'uscita pre-out per l'eventuale utilizzo con un amplificatore finale.

Opera in classe AB

Potenza di uscita continua (20-20000Hz, 4Ohm): 70 + 70W

Potenza di uscita continua (20-20000Hz, 8Ohm): 55 + 55W

Concetto simmetrico dual-mono

Base del telaio rinforzata - Alta velocità di risposta

Trasformatori toroidali - Stabile anche a bassa impedenza di carico

Controllo del volume controllato dal motore

Modalità "diretta" per ignorare le correzioni tonali

Modalità "Mute" per silenziamento istantaneo - Correzioni di tono

Display LCD con luminosità ridotta - Controllo remoto

Ingressi analogici stereo: CD, Phono (mm/mc selezionabile), tape, AUX, sintonizzatore - Ingresso USB

Uscite analogiche stereo: Tape, Pre-out - Uscita cuffie

Larghezza: 420 mm - Altezza: 113 mm - Profondità: 369 mm - Peso: 11,5 kg