VIMAK DS-2000
Finalmente, dopo 35 anni, vengo in possesso di questo raro dac made in U.S.A. che per me, definirlo un sogno, è riduttivo.
Nel lontano 1992, lo vidi per la prima volta in un negozio della mia città, Gradi hifi, quando ci entrai per acquistare un CD player, se non ricordo male un Audio Research e rimasi basito per la bellezza, la qualità costruttiva oltre che per le dimensioni ed il peso da record per un convertitore D/A (oltre 19kg!). Da allora l'ho sempre cercato sulle varie piattaformedi vendita dell'usato, raramente trovato, ma sempre a cifre molto alte o in paesi con tensioni diverse, ma oggi eccolo qui nel mio impianto dove conto di farlo rimanere per sempre. Pochi apparecchi ho desiderato come questo, ritenuto inarrivabile fino a poco tempo fa, oggi per fortuna reperibile a cifre umane.
In quegli anni, fonte annuario di Suono 93-94, aveva un listino di 17.500.000 Lire!!! ben oltre un anno di stipendio di un impiegato medio dell'epoca!, quasi € 9.000,00 se convertiti ad oggii!!!!...ma oggi un apparecchio con queste caratteristiche e costruzione, non costerebbe 9mila Euro, ma molto di più!
E' uno dei pochi apparecchi di questo genere ad essere più profondo che largo, ha delle misure veramente fuori scala (44,45 L - 46,30 P - H 11,1) e questa caratteristica e subito spiegata dal fatto che si tratta di un monolite di alluminio scavato dal pieno, in cui è affogata l'elettronica, divisa al suo interno sezione per sezione, con un rivestimento in rame tale da renderlo impermeabile credo anche alle radiazioni di una esplosione nucleare, il tutto chiuso da un coperchio pesantissimo fissato da sette brugole.
Il frontale e curvato, cosa tanto bella esteticamente quanto non facile da ottenere e certamente molto costosa da realizzare, ma erano anni in cui si pensava solo ed esclusivamente all'aspetto, al risultato sonico o a battere la concorrenza, ad offrire un prodotto buono quanto bello, originale ed innovativo, oltre che a stupire il mercato, il profitto veniva dopo tutto ciò.
In questo apparecchio tutto è insolito, la forma, le dimensioni, il peso è tutto "tanto", opulenza ovunque, nelle forme, nei materiali, nel progetto, nella tipologia di conversione utilizzata, tutto sembra intenzionalmente realizzato per stupire, per sbaragliare ogni tentativo di concorrenza oltre che per ottenere la cosa più importante, prestazioni al top. Rammento che in quel periodo il suo più vicino competitor era il Wadia Digital 2000, altro mostro di prestazioni, certo non bello come questo Vimak.
Ma veniamo alla descrizione di questo "monumento" di tecnologia, bellezza e ingenierizzazione: è principalmente un convertitore, ma può essere utilizzato anche come preamplificatore digitale, laddove le sorgenti siano tutte digitali.
E' dotato di uscite analogiche stereo in formato sbilanciato RCA e bilanciato XLR, in modalità sia fissa (se usato come dac) che variabile (se usato come pre), tramite manopola sul frontale o telecomando, funzione attivabile e disattivabile facilmente grazie ad un pulsante dedicato sotto lo sportellino sul frontale. Ha una miriade di ingressi, di cui 5 sul pannello posteriore, due rca, due ottici ed un aes/ebu xlr, mentre nel citato vano sotto lo sportellino presente sul pannello frontale, troviamo altri due ingressi sempre digitali, un rca ed un ottico, oltre all'ingresso (tutto placcato in oro) per una cuffia nel formato jack da 6,3 mm.
Il pannello posteriore, oltre a quanto sopra detto, ospita anche due porte RS232 per il controllo da remoto e per l'aggiornamento (ormai temo non più possibile) via modem, oltre che per eventuali utilizzi in un sistema di domotica. Un piccolo interrutore aumenta di +10db, il livello di uscita per renderlo il più possibile abbinabile a tutte le situazioni. Per finire, la vaschetta IEC per il cavo di alimentazione completa di portafusibili.
Il convertitore D/A Vimak DS-2000 (così come il modello più economico DS-1800) è noto per utilizzare un approccio architetturale basato su un processore di segnale digitale (DSP) Motorola, piuttosto che su un singolo chip DAC commerciale standard.
Ecco i dettagli tecnici della unità di conversione:
Processore: cuore della elaborazione è un DSP Motorola DSP-56001.
Conversione D/A: Utilizza un sistema Delta-Sigma proprietario a 18-bit con oversampling 64x.
Architettura DAC: Il sistema impiega 4 DAC PDM (Pulse Density Modulation) a singolo bit per canale. Input Receiver: Crystal CS8412.
La macchina è progettata per avere un jitter estremamente basso, grazie a un sistema proprietario di reclocking a doppia PLL.
L'interno come si vede dalla foto qui sotto, è fisicamente diviso in tre parti, la prima sezione da sx è dedicata completamente alla sofisticata alimentazione che consta di due enormi trasformatori semitoroidali, denomianti R-Core o R-Type che dir si voglia, (una vera avanguardia tecnica negli anni 90 - oggi molto diffusi) di cui uno dedicato alla sezione di conversione digitale/analogica ed uno per la parte analogica di uscita.
Al centro, separata da due fianchi di rame, troviamo il cuore pulsante di ogni dac, l'unità di conversione vera e propria mentre a dx la parte di elaborazione in uscita del segnale analogico, sezione sofisticatissima quanto complessa.
Il software di gestione della macchina è proprietario di Vimak, un po come per Wadia e la conversione, come detto sopra è affidata ad insoliti chip Motorola DSP-56001 coadiuvati dai ricevitori digitali Crystal CS8412, per una architettura a 18 bit, 64x oversamplig Delta Sigma con noise shaping del 5° ordine e optical couplers per l'isolamento digitale-analogico.
Questa architettura offre un eccezionale risoluzione del suono e ancora oggi, in abbinamento ad una buona meccanica, "accontentadosi", si fa per dire, della risoluzione nativa del CD, 44,1khz/16bit, si ottengono risultati musicali a mio avviso, imbattuti, se non imbattibili.
E' un apparecchio costruito senza economie, realizzato per durare, pensato per sfidare il tempo e anche se il progresso tecnologico degli anni a seguire lo ha superato per frequenze di campionamente o bit-rate, questo Vimak DS-2000, con le sue caratteristiche resta un campione nella sua categoria, un trionfo dell'hiend pura e ancora oggi può regalare ore di Musica con la M maiuscola, senza quella fatica d'ascolto, tipica dei dac di nuova gereazione, che impressionano al primo ascolto, ma dopo mezz'ora ti fanno uscire il sangue dalle orecchie (forse esagero, ma è il mio pensiero, basato sulle mie esperienze e sul fatto che sono un nativo analogico).
Da non dimenticare che il tutto è comodamente telecomandabile, sia per la sezione ingressi, regolazione del volume, inversione della fase, etc, da un bel telecomando, cosa rara sui dac degli anni 90, un vera comodità soprattuto se si intende usarlo anche come preamplificatore. Nella foto ne vedete due, uno è del dac e l'altro e della sua meccanica (magatri trovarla) la DT-1000.
Ad un primo velocissimo ascolto l'impressione è di una dolcezza e musicalità insolite. Mi aspettavo da questa "bestia" americana un po di cattiveria, mi si passi il termine, invece mi trovo a definirlo quasi un dac inglese, dal british sound, composto, ma pieno di dettagli, dinamico, ma da non infastidire in un ascolto prolungato. Incredibile poi l'apporto del master clock Apogee Big Ben collegato al cd player Sony CDP D-500 in veste di meccanica.
Tutto aumenta in meglio, il dettaglio, la solidità della scena e la dinamica, sempre rimanendo nel range della piacevolezza e della godibilità, senza esagerazioni o alterazioni, musica ben riprodotta e basta.
Davvero una bella sorpresa, tanto gradita quanto inaspettata.....ma segue....
Una bella descrizione presa dal web:
Il Vimak DS-2000 è una autentica corazzata pesante oltre 19 kg!
Il solido e spesso telaio in alluminio con una magnifica verniciatura metallizzata a più strati, isola i circuiti interni dalle interferenze elettromagnetiche e fornisce un'elevata massa per la dissipazione termica.
I gruppi della scheda digitale, analogica, del pannello frontale e dell'alimentatore sono tutti schermati in sezioni separate e l'intera struttura interna è rivestita in rame per ridurre le interferenze elettro-magnetiche. Vengono utilizzati alimentatori digitali e analogici separati.
Sono forniti accoppiatori ottici per eliminare i collegamenti elettrici che potrebbero portare rumore trai circuiti analogici e digitali.
Il segnale digitale in ingresso viene letto da un ricevitore di interfaccia audio digitale che estrae il clock della frequenza di campionamento fino a 24 bit di dati audio (se la sorgente li fornisce), utilizzando un loop ad aggancio di fase (PLL) a basso jitter. Da lì, passa attraverso una sezione di elaborazione del segnale digitale (DSP) che esegue calcoli di volume, bilanciamento, inversione di polarità e dithering con precisione interna a 56 bit, secondo quanto dichiarato dalla Vimak.
Il controllo del volume è di tipo digitale ibrido: nella parte alta della sua gamma varia la tensione di riferimento ai convertitori D/A, mentre ai valori più bassi moltiplica il segnale digitale per un coefficiente di guadagno inferiore a 1. Il dither viene automaticamente acceso quando la sorgente di ingresso ha una precisione di 18 bit o superiore o quando il controllo del volume è nella sua gamma inferiore.
La sezione circuitale successiva, un modulatore Delta-Sigma, campiona i dati audio di un fattore 128 e genera uscite a un bit separate per i canali sinistro e destro. A questo punto, i segnali vengono inviati tramite accoppiatori ottici alla scheda analogica, dove i segnali vengono risincronizzati da un altro PLL, per limitare il jitter. I segnali risincronizzati per ciascun canale vengono quindi alimentati attraverso quattro convertitori D/A a singolo bit bilanciati del tipo a modulazione di densità di impulso, le cui uscite sono sommate nel dominio analogico. La detta somma, grazie ad alcuni dei filtri passa-basso necessari, minimizza gli effetti di eventuali non linearità nei singoli convertitori D/A e annulla i problemi di commutazione. Dopo un ulteriore filtraggio analogico passa-basso, i segnali sinistro e destro vengono inviati a stadi driver di uscita separati per i segnali bilanciati, sbilanciati, e uscite per le cuffie.
Malgrado il layout del pannello frontale sia semplice e ordinato, la versatilità dei pochi controlli e interruttori di Vimak è impressionante.
L'interruttore di alimentazione è all'estrema sinistra.
Alla sua destra ci sono cinque selettori di ingresso e un pulsante "Programma". Il display al centro del pannello mostra la frequenza di campionamento digitale, l'ingresso in uso e tutte le impostazioni di controllo correnti. Aprendo il pannello incernierato sotto il display si scoprono il jack di uscita per le cuffie stereo, gli ingressi ausiliari ottici e coassiali e i pulsanti per selezionarli, un tasto per l'inversione di polarità e un selettore "Fisso/Variabile". Questo interruttore disabilita i controlli del volume e del bilanciamento, consentendo all'unità di essere utilizzata con un preamplificatore esterno.
La sezione destra del pannello frontale contiene un interruttore di silenziamento a -20 dB, il controllo del bilanciamento e il controllo del volume. Se utilizzato insieme al pulsante "Program", il controllo del bilanciamento assume funzioni aggiuntive: variazione della luminosità del display, selezione del tipo di dithering desiderato, impostazione del "Numero ID automazione" (per assegnare all'unità un indirizzo digitale univoco da utilizzare in sistemi di automazione e per uso diagnostico in fabbrica) e la modifica delle indicazioni della sorgente visualizzate con i nomi delle sorgenti effettive. (i nomi possono essere lunghi fino a 20 caratteri e utilizzando 70 caratteri alfanumerici, incluse lettere maiuscole e minuscole.)
Il DS-2000 accetta fino a sette ingressi digitali: due Toslink, due coassiali e un ingresso AES/EBU sul pannello posteriore più gli ingressi ottici e coassiali dietro la sezione incernierata del pannello frontale.
Le uscite del pannello posteriore includono connettori rca e XLR bilanciati oltre a connettori di ingresso e uscita DB-9 "Automation" in stile computer per il collegamento a porte seriali del computer RS- 232 o RS-485.
Collegato al cd player SONY CDP-D500 e alla meccanica CD Audiomeca Pierre Lurne Mephisto l'ho subito messo a confronto con il dac Apogee Rosetta 200 in combinazione sia con che senza master clock Apogee Big Ben. Praticamente, a differenza di altre volte, qui ho tre suoni distinti e definiti da peculiari caratteristiche. Il Sony da solo suona bene, il classico suono dei chip Burr&Brown che non delude mai, utilizzato come meccanica sulla combo Apogee ho un suono "pro", molto definito e dettagliato, sono apparecchi che nascono per stare negli studi di mastering (anche il Sony appartiene a questa tipologia di devices) e per questo hanno un'anima analitica con molta dinamica e infine lui, il re, il Vimak, che dopo la sostituzione di tutti i condensatori, ha iniziato a suonare veramente.
Dinamica devastante, dettaglio giusto, non troppo, non poco, piacevole, le armoniche escono naturali senza essere artefatte o pompate, un piacere d'ascolto al massimo livello. Il pianoforte da solo mi ha incantato come mai prima d'ora e poi le voci, piazzate al centro della scena nel rispetto di tutti i piani, gli strumenti distinti, distanziati tra loro, insomma, una parola sola per definire il suono del Vimak DS-2000: MAGIA PURA!
Nella foto qui sopra il parallelo tra la profondità del Vimak confrontata con l'apparecchio subito sotto di esso, il CD player Sony CDP-D500 che proprio piccolo non è. Incredibili le dimensioni, come detto in apertura, di questo mostro di convertitore dal peso record di Kg. 19,1.
Per i più esperti allego questi due diagrammi sull'architettura del DS-2000
L'interessante disamina e le impressioni dell'ing. del suono Leonard Feldman un dac-scettico che si è ricreduto davanti al Vimak DS-2000
(Fonte: Audio Magazine - Novembre 1992)
Da ingegnere elettronico di formazione, sono sempre stato un po' scettico nel leggere alcune affermazioni relative alle cosiddette apparecchiature di fascia alta, soprattutto quando queste mancano di fondamento scientifico.
Il mio scetticismo si è trasformato in entusiasmo sfrenato quando mi sono imbattuto nel Vimak DS-2000.
I suoi progettisti erano chiaramente esperti nell'approccio scientifico alla gestione dei segnali audio digitali, ma allo stesso tempo conoscevano il valore della semplicità, dell'estetica e dell'ergonomia.
Molto più di un semplice convertitore digitale-analogico, il DS-2000 integra funzioni di controllo (come volume, bilanciamento e selezione di un massimo di sette ingressi digitali) che gli consentono di fungere da unica interfaccia tra l'amplificatore di potenza e le sorgenti audio digitali.
Il telaio in acciaio del DS-2000 è avvolto da una spessa e robusta struttura in alluminio, che isola i circuiti interni dalle interferenze elettromagnetiche e fornisce un'elevata inerzia termica. Le schede digitali, analogiche, del pannello frontale e dell'alimentatore sono schermate in sezioni separate e l'intera struttura interna è placcata in rame per ridurre le interferenze elettriche e magnetiche. Vengono utilizzati alimentatori digitali e analogici separati e sono presenti accoppiatori ottici per eliminare le connessioni elettriche che potrebbero trasmettere rumore tra le schede dei circuiti analogici e digitali.
Una volta selezionato un segnale di ingresso digitale, questo viene letto da un ricevitore di interfaccia audio digitale che estrae il clock della frequenza di campionamento e fino a 24 bit di dati audio (se la sorgente li fornisce), utilizzando un circuito ad anello ad aggancio di fase (PLL) a basso jitter. Da qui, il segnale passa attraverso una sezione di elaborazione del segnale digitale (DSP) che esegue calcoli di volume, bilanciamento, inversione di polarità e dithering con una precisione interna a 56 bit, secondo Vimak. Il controllo del volume è di tipo ibrido digitale: nella parte superiore del suo intervallo, varia la tensione di riferimento ai convertitori D/A, mentre a valori inferiori moltiplica il segnale digitale per un coefficiente di guadagno inferiore a 1. Il dithering si attiva automaticamente quando la sorgente di ingresso ha una precisione di 18 bit o superiore o quando il controllo del volume è nella sua parte inferiore. L'utente può scegliere tra dithering triangolare a banda larga (che minimizza l'udibilità della quantizzazione ma aumenta il rumore di fondo di circa 9 dB) o dithering ponderato verso la parte inudibile dello spettro, che viene filtrata in fase di conversione ma utilizza frequenze ultrasoniche che alcuni ascoltatori potrebbero percepire come udibili.
La sezione circuitale successiva, un modulatore Delta-Sigma, sovracampiona i dati audio di un fattore 128 e genera uscite separate a un bit per i canali sinistro e destro. A questo punto, i segnali vengono inviati tramite optoaccoppiatori alla scheda analogica, dove vengono ricampionati da un altro PLL per limitare il jitter. I segnali ricampionati per ciascun canale vengono quindi inviati a quattro convertitori D/A bilanciati a singolo bit del tipo a modulazione di densità di impulsi (PDM), le cui uscite vengono sommate nel dominio analogico. La somma realizza parte del filtraggio passa-basso necessario, minimizza gli effetti di eventuali non linearità nei singoli convertitori D/A e annulla i disturbi di commutazione. Dopo un ulteriore filtraggio passa-basso analogico, i segnali sinistro e destro vengono inviati a stadi di pilotaggio di uscita separati per le uscite bilanciate, sbilanciate e per cuffie.
Sebbene il layout del pannello frontale appaia semplice e ordinato, la versatilità dei pochi controlli e interruttori del Vimak è sorprendente. L'interruttore di accensione si trova all'estrema sinistra. Alla sua destra si trovano cinque selettori di ingresso e un pulsante "Program", di cui parleremo tra poco. Il display al centro del pannello mostra la frequenza di campionamento digitale, l'ingresso in uso e tutte le impostazioni di controllo correnti. Una spia "Error" sul display indica difetti nei dati della sorgente o che la sorgente selezionata non è in riproduzione.
Aprendo il pannello incernierato sotto il display si accede all'uscita per cuffie stereo, agli ingressi ausiliari ottico e coassiale e ai relativi pulsanti di selezione, a un tasto per l'inversione di polarità e a un interruttore "Fixed/Variable". Questo interruttore disabilita i controlli di volume e bilanciamento, consentendo l'utilizzo dell'unità con un preamplificatore esterno.
La sezione destra del pannello frontale contiene un interruttore di silenziamento a -20 dB, il controllo del bilanciamento e il controllo del volume. Se utilizzato insieme al pulsante "Program", il controllo del bilanciamento assume funzioni aggiuntive: regolazione della luminosità del display, selezione del tipo di dithering desiderato, impostazione del "Numero ID di automazione" (per assegnare all'unità un indirizzo digitale univoco da utilizzare nei sistemi di automazione e per la diagnostica di fabbrica) e modifica delle indicazioni della sorgente visualizzate con i nomi delle sorgenti effettive. (I nomi possono essere lunghi fino a 20 caratteri e utilizzare uno qualsiasi dei 70 caratteri alfanumerici, incluse lettere maiuscole e minuscole). Il DS-2000 accetta fino a sette ingressi digitali: Toslink e ottico, due coassiali e un ingresso AES/EBU sul pannello posteriore, oltre agli ingressi ottico e coassiale dietro la sezione incernierata del pannello frontale. Le uscite sul pannello posteriore includono connettori XLR bilanciati e jack RCA sbilanciati, oltre a connettori di ingresso e uscita DB-9 "Automation" di tipo informatico per il collegamento a porte seriali RS-232 o RS-485.
Al momento, queste porte vengono utilizzate da Vimak solo per i test in fabbrica, ma le routine software integrate consentiranno in futuro di collegare il DS-2000 alla fabbrica tramite modem per i test diagnostici. Il software è inoltre in fase di modifica per consentire l'inserimento manuale dei nomi delle sorgenti visualizzate tramite tastiera. L'azienda prevede anche di offrire unità di interfaccia per collegare il DS-2000 ad alcuni sistemi di domotica.
Il telecomando ad infrarossi in dotazione replica tutti i selettori di ingresso del pannello frontale, le funzioni di volume e bilanciamento, le funzioni di inversione di polarità e mute, e il tasto "Program". L'utilizzo combinato dei pulsanti "Program" e "Balance" del telecomando consente di accedere alle funzioni di programmazione descritte in precedenza con la stessa facilità del pannello frontale. È presente anche un pulsante "Mode" riservato per future applicazioni.
Ho affrontato i test di laboratorio del DS-2000 in due modi. Da un punto di vista pratico, volevo verificare le prestazioni dell'unità con una sorgente di ingresso digitale, come l'uscita digitale del mio lettore CD di riferimento.
In secondo luogo, da un punto di vista puramente teorico, volevo confrontare tali prestazioni con quelle del DS-2000 con un segnale digitale generato dalla mia apparecchiatura di test Audio Precision. È importante notare che l'apparecchiatura AP genera parole di dati a 24 bit. L'AP imposta quindi il livello di dithering e presuppone che il dispositivo ricevente si limiti a troncare il segnale al livello impostato. Tuttavia, il DS-2000 estrae tutti i 24 bit, come accennato in precedenza, e invia i dati ai suoi circuiti DSP interni. Poiché i dati sono presenti al di sotto del livello di 18 bit, il DSP aggiungerà automaticamente un proprio dithering, sovrapponendolo di fatto al dithering esistente. Ciò comporterà valori di rumore e THD falsamente elevati.
Il problema è stato evitato "ingannando" l'unità Audio Precision, impostando la lunghezza della parola di uscita a 25 bit. Ciò ha impedito l'aggiunta di dithering ai dati di uscita e ha permesso al DS-2000 di applicare correttamente il dithering ai dati internamente.
La risposta in frequenza durante la decodifica dell'uscita digitale dal mio lettore CD di riferimento, utilizzando il disco di test CBS CD-1, è di 0,25 dB a 20 kHz, ben entro le specifiche pubblicate da Vimak. La risposta all'uscita digitale del segnale di test con una frequenza di campionamento di 48 kHz è praticamente identica. Il DS-2000 fornisce un'uscita digitale oltre agli ingressi digitali, quindi può fungere da centro di controllo per i segnali digitali. Ho quindi misurato la risposta all'uscita digitale utilizzando la mia apparecchiatura Audio Precision per riconvertire il segnale nel dominio analogico. Questa risposta era perfettamente piatta fino a 20 kHz, suggerendo che la leggera attenuazione alle alte frequenze era causata dai filtri di uscita passa-basso analogici o dagli stadi di amplificazione analogici.
Ho trovato il DS-2000 semplice da usare, una volta familiarizzato con le sue funzioni di programmazione, a tratti complesse. Il mio problema, durante i test di ascolto, era: quale materiale sorgente avrei potuto utilizzare per dimostrare appieno le eccellenti qualità del DS-2000? ascoltare i CD andava bene, ma sapevo che il fattore limitante sarebbe stata la qualità intrinseca del CD stesso. Lo stesso valeva per la piccola collezione di cassette DAT che ho accumulato negli ultimi due anni. Tuttavia, ascoltare toni puri generati dalla mia apparecchiatura di prova non avrebbe avuto molto senso. Alla fine sono giunto a una soluzione di compromesso: avrei ascoltato CD e DAT, utilizzando il DS-2000 per la conversione D/A, e avrei confrontato la qualità del suono con quella ottenuta dalle uscite analogiche del mio lettore CD di riferimento (che, al momento del lancio un paio di anni fa, aveva un prezzo di listino consigliato di circa 1.200 dollari). Il CD che ho scelto è stato Engineer's Choice (Delos DE 3506). L'ampia selezione di brani classici presente su questo disco è stata curata dal mio caro amico John Eargle, uno dei più abili ingegneri del suono che io conosca. Tra i brani scelti figurano la "Sfida a colpi di pistola" dal film Billy the Kid di Copland, lo Scherzo dalla Decima Sinfonia di Shostakovich e, per valutare il suono del pianoforte, il Preludio in Sol minore di Rachmaninoff. Riuscirò a percepire una differenza tra le due modalità di riproduzione del suono? Assolutamente sì! Nella sequenza della "Sfida a colpi di pistola", i suoni percussivi sembravano avere un attacco o una risposta ai transienti migliori se riprodotti con il DS-2000. Il brano di Shostakovich, pur essendo molto dinamico con entrambi i sistemi di riproduzione, sembrava mostrare maggiore chiarezza e definizione dei singoli strumenti se riprodotto tramite il DS-2000. E per quanto riguarda il brano per pianoforte, posso solo dire che suonava più come un vero pianoforte se ascoltato tramite il DS-2000. Ho ripetuto i test utilizzando sia l'uscita cuffie del Vimak che il lettore CD, e le mie osservazioni e conclusioni sono risultate coerenti con i test effettuati con gli altoparlanti.
Il DAT preregistrato che ho scelto era un disco pubblicato da GRP agli inizi della sua carriera, Digital Duke (GRT-9548), con la musica del grande Duke Ellington eseguita dalla Duke Ellington Orchestra. Dopo l'esperienza con il CD, non mi ha sorpreso che "Mood Indigo", il mio brano preferito di questa cassetta, suonasse più morbido e meno stridente attraverso le uscite digitali ottiche del registratore e del DS-2000 rispetto alle uscite analogiche del registratore.
In breve, i miglioramenti nella qualità del suono che ho potuto constatare mi hanno convinto che i tecnici di Vimak non solo hanno trovato un modo migliore per decodificare i segnali audio digitali, ma che gli amanti della riproduzione sonora più pura farebbero bene ad ascoltare il DS-2000 (e, quando disponibile, il DS-1800, dal costo leggermente inferiore). Un ascolto del genere potrebbe portare alla conclusione che, semmai, il DS-2000 ha un prezzo inferiore rispetto ad altri convertitori D/A di fascia alta che non offrono né la versatilità e le funzionalità del DS-2000, né la sua superba qualità del suono.
Leonard Feldman (Source: Audio magazine, Nov. 1992)
Per fortuna ma anche per sfortuna, dopo pochi giorni di utilizzo, il dac non ha più fatto uscire segnali analogici indicando sul display "analog power fail".
Per fortuna che l'altissima ingegnerizzazione di questo apparecchio ha previsto svariati warning prima di cedere del tutto e fare più danni del previsto. La sfortuna è che pensavo di non dover affrontare problemi, ma qui di nuovo interviene la fortuna di averlo portato da un tecnico di primissimo ordine, un vero fuoriclasse che oltre ad avere altissime competenze tecniche, ha un orecchio da vero audiofilo, per cui non porti l'oggetto solo a riparare, ma quasi, oseri dire, ad "accordare". Questo è quello che è successo al mio amato Vimak, è stato riparato, ricappato, controllato, verificato, testato e soprattuto ascoltato, prima di essermi restituito. Metto qui di seguito il link a questa meravigliosa persona che come ho detto e ripeto, è un tecnico increbibile, ma anche una persona empatica, simpatica a cui piace quello che fa così come sono convinto piace vedere la soddisfazione completa di chi si affida a lui per risolvere problemi.
Per far meglio comprendere in "modus operandi" dell'Ing. Voitek, allego le due schede di ricerca e analisi del guasto con l'elenco dei lavori eseguiti. Sono stato sostituiti 72 componenti, praticamente ora il Vimak è nuovo!