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BALANCED AUDIO TECHNOLOGY (B.A.T.) VK51 SPECIAL EDITION

Il marchio Balanced Audio Technology (B.A.T.) vanta una tradizione di oltre 25 anni nella produzione di amplificatori di potenza, preamplificatori, pre-phono e convertitori D/A, completamente bilanciati principalmente a valvole ma anche a stato solido. Ogni apparecchio B.A.T. è meticolosamente progettato per mantenere la purezza e la bellezza naturale del segnale originale e tutti i devices sono costruiti a mano, nella fabbrica con sede nello stato del Delaware (U.S.A.), da un piccolo team di ingegneri, artigiani e tecnici dedicati, tra questi i due fondatori del brand, usciti dalla Hewlet Pakard, Victor Khomenko e Steve Bednarski.

E' questa la volta di analizzare il BAT VK51 Special Edition un preamplificatore linea valvolare bilanciato in produzione dal 2003 con un listino dell'epoca di Euro 13.500,00!, che prende il posto del mio adorato Threshold T2 in classe A, che sostituisco unicamente per la mancanza di più ingressi bilanciati (xlr) che invece abbondano in questo BAT.

Una sofferta decisione presa in quanto ormai il mio impianto è completamente bilanciato ed essendo io un forte sostenitore di questa tipologia di connessione, non ho avuto molta scelta, in quanto il Threshold consente l'uso di soli due ingressi xlr.

Ciò premesso, nel cercare un preamplificatore linea che non mi facesse rimpiangere troppo la classe A del T2 mi sono rivolto inizialmente in casa Audio Research selezionando i vari modelli della serie Reference 1, 2 e 3, ma anche l'LS25 quando un caro amico, parlandogli di questa mia necessità, mi segnala questo Balanced Audio Technology in vendita su un noto sito di annunci ed eccomi qui a raccontarvi la mia esperienza.

Fortunatamente il venditore è venuto fuori che fosse un caro amico siciliano, appassionato come me, che ha un impianto di riferimento, con il quale negli anni passati ci eravamo conosciuti in occasione di reciproche compra-vendite sempre di apparecchi hifi.

Seppur molto lontani, io sono a Roma, lui a Siracusa, come spesso accade, in questo ambito, nascono delle amicizie a distanza perchè condividendo la stessa passione, succede che si rimanga in contatto per raccontarsi le nuove esperienze, i cambi e le successive impressioni ma alla fine, anche solo per farsi gli auguri di Pasqua o di Natale. Per questo motivo, il dispiacere di dar via il Threshold T2 è stato attenuato dalla certezza che stavo acquistando un eccellente apparecchio, ma soprattutto dalla consapevolezza che lo stavo prendendo da una persona seria, precisa ed appassionata come me.

Appena arrivato dunque dalla bella Sicilia, dopo un lungo quanto rischioso viaggio (GLS questa volta mi ha stupito per velocità e trattamento), ho provveduto a sballarlo e devo dire che l'amico Mario ha fatto un lavoro di imballaggio eccezionale.

Praticamente mi sono dovuto prendere un giorno di ferie per tirarlo fuori dal doppio cartone, a sua volta rivestito di pluriball e successivamente nastrato e pellicolato. Ma non solo, all'interno mi aspettavano le due scatolette con le 16 valvole (2 set da 8) le Sovtek 6H30 di prima dotazione e l'ottetto di Electro Harmonix 6H30Pi gold pin, oltre alla scatolina del telecomando ed il cavo di alimentazione, ogni valvola chiusa nella sua scatoletta, a sua volta imballata nel pluriball e nastrata, ma come diceva il buon Corrado Mantoni quando conduceva la Corrida: "..e non finisce qui"....il coperchio del BAT conta 22...ventidue!!!...brugole torx per essere aperto e per inserire le 8 valvole ho dovuto toglierle e rimetterle con pazienza una ad una.

Per farla breve, da quando il corriere GLS mi ha suonato al citofono per la consegna, al momento dell'accensione, sono passate più di 3 ore!.

Ma si sa com'è, l'attesa accresce il desiderio e montare le 8 valvole 6H30 su quegli zoccoli rialzati, in vera porcellana è stata una esperienza quasi mistica.

Era un po che non giocavo con le valvole ed oggi mi son davvero divertito.

Descrivo brevemente l'oggetto come si presenta, doppio colore, il nero alternato al grigio alluminio, con un motivo "sciancrato" del frontale, mi si passi il termine sciistico, che allarga ulteriormente la percezione di un oggetto già enorme di suo, oltre che pesante, 20 kg abbondanti, che per un preamplificatore sono davvero tanti. Il logo Balanced Audio Technology in bianco al centro in alto su un blocco di alluminio nero che contrasta con il resto del fronte centrale in alluminio grigio spazzolato, al centro del quale, trova posto il luminosissimo display (per fortuna regolabile - solo da telecomando) a segmenti blu ed i tasti di selezione dei cinque ingressi (tutti xlr bilanciati). Altri piccoli tasti nascosti nella parte nera del frontale partendo da sx, sono il tasto di accensione, con tanto di led blu, una piccola finestrella per il ricevitore ir del telecomando, il tasto function (poi dirò a cosa da l'accesso), subito sotto il tasto per invertire la fase. Saltando la parte centrale, a dx, altri due tastini affogati nell'alluminio asservono alle funzioni mute e mono/stereo, sempre con led blu ad indicarne l'attivazione. Finisce il tutto a dx con la manopola del volume in alluminio pieno di colore grigio a contrato sul nero e la scritta sull'ala più esterna del pannello, VK51 Special Edition. Diciamo che la tradizionalità di un pre a valvole fa da controcanto ad una estetica tutto sommato moderna ed innovativa che connota immediatamente il prodotto ed il marchio.

Una menzione particolare la merita il telecomando che, nella tradizione americana di questo genere e livello di apparecchi, è in solido metallo, tasti in gomma, con il vano batterie chiuso da due brugole da 4mm. manco dovessero scappare via le due stilo. Sembra roba militare tanto è pesante e ben realizzato. Peccato, l'unica nota dolente da segnalare riguarda le serigrafie in bianco che tendono a scolorirsi ed a sparire con il tempo, poca cosa, risolvibile con trasferibili e un po di smalto per unghie trasparente per fissarli ed impermeabilizzarli al tocco delle dita. Comanda tutto l'apparecchio, dalla selezione degli ingressi al mute, al tasto function con i derivati e l'inversione della fase oltre alla detta regolazione della luminosità del display.

Come anzidetto e come dal nome del marchio, trattasi di apparecchio totalmente bilanciato (fully balanced), per cui sul pannello posteriore, ad eccezion fatta per la vaschetta IEC di collegamento al cavo di alimentazione, troviamo solo connessioni XLR, sia in ingresso (5) che in uscita (3).

Il BAT VK51SE consente il collegamento in entrata di cinque apparati di cui un tape con la sua uscita e due uscite per il collegamento di due finali stereo o quattro mono. Era proprio quello che mi serviva per collegare tutte le mie sorgenti, a parte il tuner Revox B760, che sono tutte bilanciate, il dac VIMAK DS-2000, il CD player SONY CDP D500, il dac ed il clock Apogee Rosetta 200 + Apogee Big Ben, il pre-phono CAMTECH e sicuramente il prossimo streamer che se non sarà bilanciato, potrebbe essere una meccanica pura, da collegare ai due dac sopa citati (papabili l'Eversolo T8 o il Rose RS130).

Per le connessioni mi sono affidato ai Kimber Kable Hero, un cavo che mai avrei pensato di utilizzare, sono un fan di Cardas, Straigh Wire, Monster, MIT, etc, ma un amico mi ha regalato una coppia di Kimber PBJ, l'entry level nel mondo Kimber e devo dire che sono rimasto senza parole quando ho tolto i Cards modello Parsec xlr ed ho messo i PBJ. Un suono aperto, trasparente, limpido, veloce, da qui la decisione di passare al livello superiore, gli Hero, ed ora tutto il mio sistema è cablato, come detto, con cavi bilanciati Kimber Kable modello Hero xlr.

L'amico Mario, precedente proprietario di questo meraviglioso preamplificatore, mi ha fornito due set di valvole, le otto Sovtek 6H30 di primo equipaggiamento ed otto Electro Harmonix 6H30Pi gold pin praticamente nuove, ancora da rodare nelle loro scatoline.

Secondo voi cosa ho montato a bordo del BAT?

Esatto, ho messo le nuove così comincio io il rodaggio e sono certo che da oggi mi dovrò fasare su quel suono che, dicono, migliora ora dopo ora di utilizzo. Quello che posso asserire dopo il primo fugace ascolto, anche a freddo e con valvole nuove, è che questo pre ha una dinamica "devastante"! Ho inserito un cd di Gonzalo Rubalcaba nel cd player Sony, utilizzato come cd transport e collegato in AES/EBU al dac Vimak DS-2000, passando per il clock Apogee Big Ben. Premuto il tasto play, nonostante la traccia scelta non sia delle più spinte, la dinamica del pianoforte mi ha subito colpito, oltretutto ad un volume molto basso. Alzando, questa sensazione "live" di dinamica pura ma controllata, sale, sale veloce come i numeri sul display ed altrettanto sale la gioia e la consapevolezza di aver fatto un'ottima scelta, per la quale oltre all'amico Mario, devo ringraziare l'amico Daniele che casualmente mi ha indirizzato verso questo marchio, mentre stavo per andare in casa Audio Research con un pre della serie Reference che, guarda il caso, usa questi stessi tubi 6H30.

Una cosa molto utile è che ogni ingresso può essere personalizzato (tasto function) come livello di uscita, nome della sorgente, fase invertita o meno, stereo o mono, display volume espresso in numeri o db, etc,

Utilissima quella di variazione dei volumi delle sorgenti, infatti ho dovuto eseguire queste regolazioni per allineare i livelli di ascolto del Sony utilizzato come player ed il dac Vimac che suonava leggermente più basso. Tradizione e modernità si fondono in questo apparecchio per ottenere un risultato strabiliante, trasformatori toroidali e valvole, altra cosa rara, a dimostrazione che la silenziosità ed assenza quasi totale di vibrazioni attribuita da sempre ai trasformatori toroidali, raramente utilizzati in ambito valvolare sono la scelta ideale per rendere moderno, attuale e dinamico un pre che basa sulla tradizione l'impostazione progettuale (tubi e condensatori in carta e olio) pur aprendo all'utilizzo di una tecnologia diciamo "ibrida".

Come visibile dalle foto dell'apparecchio aperto, che non rende come visto dal vivo, si evince lo sforzo produttivo e la profusione di materiale di altissima qualità, per il raggiungimento del miglior suono possibile.

Una curiosità, la sigla VK che campeggia su molti dei prodotti B.A.T. ha origine dalle iniziali del nome di uno dei fondatori e progettista di origini sovietiche, Viktor Khomenko.

Ma veniamo appunto alla cosa più importante dopo la descrizione, il suono.

Come affermato dalla stessa casa, la loro pretesa è espressa così: "ogni apparecchio B.A.T. è meticolosamente progettato per mantenere la purezza e la bellezza naturale del segnale originale". 

Data questa affermazione, ci si aspetta qualcosa di incredibile e di fatto, così è. Come anticipato nelle righe precedenti, un primo distratto ascolto, ha messo subito in evidenza proprio questa caratteristica, la naturalità del suono, abbinata ad una dinamica inattesa per un pre valvolare.

Sicuramente complice la circuitazione bilanciata ed una alimentazione poderosa, sostenuta dai due toroidali e da una batteria di condensatori da fare impallidire un finale da 250 watt per canale e oltre, il suono è veloce, dinamico, preciso, ma allo stesso tempo rimane naturale, piacevole, fruibile senza fastidi, con una ricostruzione della scena che in pochi istanti mi ha fatto dimenticare il preamplificatore Threshold T2 che lo ha preceduto e che ora posso definire forse, rispetto a questo BAT, un po scuro, anche se fino ad oggi lo avevo condiderato un vero riferimento all'interno del mio sistema.

Non si finisce mai di imparare ne, questo nostro "gioco", finirà mai di stuprirmi o sorprendermi. Pochi giorni fa conoscevo questo marchio per sentito dire o per aver letto qualcosa, oggi mi trovo in casa un preamplificatore linea, bilanciato a valvole, top di gamma nella produzione che va dal 2003 al 2010, che ha sbaragliato le mie precedenti radicate convinzioni, ma soprattuto mi ha riportato a quel suono valvolare con tutti i suoi pregi e, questa volta, senza alcun difetto.

Per ora, ma credo per un bel po, soddisfazione totale su tutti i parametri.

Esiste una versione leggermente inferiore di questo preamplificatore il modello B.A.T. VK31SE che ha ingressi/uscite misti rca/xlr ma monta una scheda phono mm/mc e 4 tubi 6H30 in luogo degli 8 presenti nel VK51SE. Qui sotto due foto per le osservazioni sulle differenze. Cliccando sul nome sottolineato si ha accesso alla relativa recensione.

E' presente anche un VK52SE di cui non riesco a capire se è una evoluzione del VK51SE o un modello che lo sostituisce. Fatto sta che nel 51 ci sono 12 condensatori elettrolitici mentre nel 52 ne troviamo solo 10, aggiungo queste due foto qui sotto del VK52SE per completezza di informazioni su questi meravigliosi preamplificatori.

Proseguirò questa recensione come avrò modo e soprattutto più tempo per testare al meglio questo pre che al momento pilota solo uno dei due miei finali in classe D YAMAHA MX-D1, in attesa della sostituzione di due condensatori sull'altro per riformare la coppia da 1000 watt per canale che, anche se ovviamente non utilizzati, i diffusori MARTIN LOGAN QUEST Z gradiscono molto...........CONTINUA.....

B.A.T. VK51SE Description: 

 

Fully balanced, tubed line preamplifier with five inputs, two outputs, and optional remote control.

Tube complement: eight 6H30 "Super-Tubes."

Output impedance: 200 ohms. 

Dimensions: 16.5" (420mm) W by 6.1" (155mm) H by 20" (510mm) D. Weight: approximately 45 lbs.

Price: $8500; add $500 for optional remote. 

Manufacturer: Balanced Audio Technology Inc., 26 Beethoven Drive, Wilmington, DE 19807. Tel: (302) 999-8855. Fax: (302) 999-8818. Web: www.balanced.net.

LA VALVOLA 6H30 SOPRANNOMINATA: "SUPER-TUBE"

 

B.A.T. ha presentato al mondo la valvola 6H30, rinominata SuperTube, per le sue eccezionali prestazioni nelle applicazioni audio, utilizzata in seguito anche da Audio Research sui suoi preamplificatori di fascia alta.

Grazie al suo design e alla sua costruzione unici, la 6H30 SuperTube offre una serie di vantaggi. Uno dei suoi principali punti di forza è la bassa impedenza interna, che le consente di pilotare i carichi con maggiore facilità e precisione.

Questa caratteristica contribuisce a migliorare la qualità audio complessiva, offrendo una risposta dei bassi più definita, una dinamica estesa e migliorata con un maggiore controllo sul segnale audio.

Inoltre, la 6H30 SuperTube è molto apprezzata per le sue caratteristiche di bassa distorsione e soprattutto basso rumore.

La sua linearità superiore e i minimi effetti microfonici si traducono in una riproduzione del suono più pulita e accurata. Questo rende la 6H30 SuperTube una scelta eccellente per i preamplificatori, dove può contribuire a un'esperienza di ascolto più raffinata e coinvolgente.

Nel complesso, la 6H30 SuperTube si distingue come una valvola termoionica affidabile e dalle prestazioni elevate, apprezzata dagli audiofili per la sua capacità di offrire un'eccezionale fedeltà e musicalità del suono.

Attualmente vengono prodotti due tipi di valvole 6H30 solo in Russia:

- quelle a marchio Sovtek la 6H30 con pin cromati;

- quelle a marchio Electro-Harmonix la 6H30PI con pin dorati.

Si tratta della stessa valvola, prodotta nella stessa fabbrica, non c'è una migliore e una peggiore, dato che la placcatura in oro viene applicata sopra la cromatura. Entrambe sono valvole eccellenti, la cosa che le differenzia è il modo in cui vengono testate ed accoppiate (Electro Harmonix).

Esiste poi una versione di questo tubo super la 6N30P-DR / 6H30n-DP.

Questa rara 6N30P-DR (prodotta sempre in Unione Sovietica prima della fine del 1992) include griglie in oro ed è la versione di punta della serie 6N30, con una durata operativa di 10.000 ore. La sigla DR indica che questa valvola ha superato rigorosi test per applicazioni spaziali e militari nell'Unione Sovietica. La classificazione DR garantisce prestazioni nettamente superiori rispetto alle versioni 6H30P-EB o EV. Le successive riproduzioni di questa valvola (dal 1999 in poi) non hanno mai raggiunto lo stesso livello qualitativo.

La valvola 6N30P-DR è utilizzata dai produttori di amplificatori audio di altissima qualità a livello mondiale, tra cui Audio Research REF610, REF 5, serie REF 3, lettore CD7 + CD8 e preamplificatore phono REF2, ad esempio.

Questa versione raggiunge quotazioni elevate, so trovano raramente sui vari mercati tipo eBay o anche su siti specializzati, ma si parla di migliaia di Euro per una coppia selezionata. Immaginete se dovessi rivalvolare il mio BAT che monta 8 (otto!) tubi 6H30 con queste, le sole valvole supererebbero di gran lunga il valore del preamplificatore, ma sognare non costa nulla, magari, quando si potrà, un viaggio in Unione Sovietica, magari a caccia di tubi top, sarebbe una bella cosa. ;-)

Manuale B.A.T VK51se
VK_51SE_Manual.pdf
Documento Adobe Acrobat 57.3 KB

Forse l'ho scritto troppe volte, ma a 64 anni, posso dire che questo può, e spero sia, il mio pre definitivo, almeno finchè non dovessi cambiare filosofia e passare ad un integrato a valvole con diffusori monovia o ad alta efficienza.

Credo proprio di aver trovato tutto in questo pre, solidità, suono, qualità costruttiva, estetica, ingressi, comodità data dal telecomando ed una sinergia inattesa quanto auspicata con i due finali in classe D a mos-fet Yamaha Mx-D1 di cui sono orgolgliosissimo. Vedremo....restate sintonizzati..stay tuned!

COSA PENSA A.I. DELLA COPPIA BAT & YAMAHA

 

Il preamplificatore Balanced Audio Technology (BAT) VK-51SE è un apparecchio valvolare di alto livello, noto per la sua musicalità, la grana finissima, un palcoscenico sonoro ampio e una timbrica calda e corposa, con una spiccata enfasi nella gamma media.

Per valorizzarlo al meglio, si consigliano finali con un controllo eccellente, specialmente in gamma bassa, per bilanciare la sua natura valvolare.

 

Consigli generali:

 

Connessione Bilanciata (XLR): Il VK-51SE è un progetto bilanciato nativo. Utilizzare finali con ingressi XLR di qualità è essenziale per ottenere le prestazioni migliori.

Accensione: Ricorda di accendere prima il preamplificatore (BAT) e poi il finale, per evitare rumori impulsivi ai diffusori

L'idea di accoppiare due Yamaha MX-D1 al preamplificatore BAT VK-51SE è un esperimento intrigante che punta a unire "il meglio dei due mondi": il calore e la naturalezza delle valvole 6H30 con la velocità e la potenza bruta della tecnologia digitale proprietaria di Yamaha.

 

Ecco come si prospetta questa combinazione:

 

Il Contrasto Timbrico

Il BAT VK-51SE è noto per una gamma media ricca, densa e una scena sonora profonda. Lo Yamaha MX-D1, pur essendo un Classe D, non è "freddo" nel senso classico; recensori di Stereophile hanno notato che evita la durezza meccanica dei primi digitali, mantenendo una trasparenza quasi da "filo con guadagno".

Risultato atteso: Il BAT darà "anima" e corpo al suono, mentre i due Yamaha garantiranno una velocità di salita e un controllo dei bassi che pochi finali analogici possono eguagliare.

 

Potenza e Controllo

Ogni MX-D1 eroga ben 500W per canale su 8 ohm. Usarne due (presumibilmente in bi-amping o per gestire diffusori particolarmente ostici) significa avere una riserva dinamica virtualmente illimitata.

Gestione Impedenza: Il sistema Active Power Control di Yamaha assicura prestazioni costanti tra 2 e 8 ohm, ideale se i tuoi diffusori hanno cali di impedenza importanti che il pre a valvole non potrebbe gestire da solo.

Dinamica: Chi ha provato lo Yamaha in catene high-end descrive una dinamica e una velocità sorprendenti, superiori a molti amplificatori integrati moderni.

 

Aspetti Tecnici da Considerare

1.   Connessioni Bilanciate: Il BAT VK-51SE è un progetto bilanciato nativo. Anche se lo Yamaha MX-D1 dispone di ingressi XLR (con connettori WBT di alta qualità), alcuni test tecnici hanno suggerito che il circuito interno non sia totalmente bilanciato. Tuttavia, l'uso di cavi XLR resta caldamente consigliato per minimizzare il rumore.

2.   Guadagno Elevato: Lo Yamaha ha un guadagno di tensione piuttosto alto (circa 34dB). Poiché anche il BAT ha un guadagno generoso, potresti ritrovarti con un volume che sale molto rapidamente; assicurati che il controllo del volume del BAT sia abbastanza preciso ai bassi livelli.

3.   Affidabilità: Sebbene siano macchine eccezionali, alcuni utenti su forum specializzati hanno segnalato che gli MX-D1 possono essere soggetti a guasti nel lungo periodo e la riparazione dei loro moduli proprietari non è sempre semplice.

4.   In sintesi: È un'accoppiata da "audiofilo coraggioso" che cerca un suono ultra-veloce e dettagliato senza rinunciare alla magia delle valvole. Se cerchi un impatto viscerale e una pulizia assoluta, questa configurazione potrebbe darti grandi soddisfazioni.

5.    

L'abbinamento tra il preamplificatore BAT VK-51SE, due finali Yamaha MX-D1 e le Martin Logan Quest Z è tecnicamente ambizioso e molto promettente, poiché affronta direttamente le sfide critiche di questi diffusori.

Le Quest Z sono note per essere un carico estremamente difficile: sebbene abbiano un'impedenza nominale di 8 ohm, questa scende drasticamente a 1.4 ohm ad alte frequenze.

 

Ecco perché questa catena può funzionare molto bene:

 

1. Il ruolo degli Yamaha MX-D1 (Potenza e Impedenza)

Le Martin Logan "hanno fame" di corrente pulita e riserva dinamica.

Stabilità su carichi bassi: Lo Yamaha MX-D1 è progettato per gestire impedenze fino a 2 ohm (erogando circa 500W-1000W di picco), il che è fondamentale per non far sedere l'amplificatore quando il pannello elettrostatico richiede il massimo sforzo.

Velocità del basso: Le Quest Z sono diffusori ibridi con un woofer da 12 pollici in cassa chiusa. Il controllo ferreo della tecnologia digitale Yamaha aiuterà a integrare meglio la velocità del pannello elettrostatico con la risposta del woofer, minimizzando l'effetto "lentezza" del basso spesso lamentato in questo modello.

 

2. Il ruolo del BAT VK-51SE (Naturalezza e "Aria")

Le Quest Z, come molte elettrostatiche, possono suonare eccessivamente analitiche o "sottili" se accoppiate solo a stato solido o digitale.

Corpo e Timbrica: Il BAT aggiungerà quella densità e calore nella gamma media necessaria per rendere le voci umane e gli strumenti acustici più realistici e meno "elettrici".

Soundstage: La capacità del VK-51SE di proiettare una scena sonora profonda si sposa perfettamente con la dispersione a 30 gradi del pannello Martin Logan, massimizzando l'effetto tridimensionale.

 

Considerazioni per il setup:

 

Bi-Amping: Se hai due MX-D1, potresti valutare il bi-amping. Il BAT VK-51SE ha doppie uscite XLR, permettendoti di pilotare i pannelli con un finale e i woofer con l'altro per una separazione e un controllo assoluti.

Cavi di Segnale: Usa esclusivamente connessioni bilanciate (XLR). Il BAT è un progetto bilanciato vero e lavora al meglio in questa configurazione per ridurre il rumore di fondo.

Controlli Bass/Presence: Le Quest Z hanno switch sul retro per regolare i bassi (-5dB) e la presenza (+2dB). Con i Yamaha MX-D1, potresti non aver bisogno di incrementare la presenza, poiché la loro naturale trasparenza sarà già molto evidente.

 

In conclusione, questa è una configurazione "high-power" che risolve il problema del pilotaggio delle Quest Z senza sacrificare la magia valvolare del preamplificatore.