ELECTROCOMPANIET EMC1 24/96 (1999-2001)

SETTEMBRE 2022

Della serie "a volte ritornano" ecco di nuovo a casa mia questa spettacolare meccanica/cd player che mi incantò, oltre 20 anni fa quando la vidi per la prima volta e poi, qualche tempo fa, mi stregò definitivamente quando la presi per conto di un amico ed ebbi la fortuna di provarla per qualche giorno nel mio impianto.

Da quel momento mi ero ripromesso che se l'avessi trovata ad un prezzo accettabile, l'avrei presa e così è stato.

Dato via a malincuore il pur valido TEAC VRDS 25x, da oggi, alla fine di questa calda estate 2022, torna nel mio sistema questo cd player/meccanica di trasporto Electrocompaniet EMC1!

I CD player con carica dall'alto da sempre hanno esercitato su di me un fascino irresistibile, effettivamente rappresentano il meglio del meglio per la riproduzione di un compact disc, anche perchè a livello costruttivo ed operativo, sono la cosa più prossima al giradischi.

Tutti i grandi costruttori annoverano nelle loro produzioni al top di gamma, attuali e passate, cd transport e cd player "top loading", tra questi ad esempio troviamo: CEC, Esoteric, Audio Note, Rega, Cambridge Audio, Roksan, Jadis e "last but not least".....Electrocompaniet.

L'azienda Electrocompaniet nasce in Norvegia, precisamente ad Oslo, nel 1973, produce elettroniche di prestigio ed è conosciuta a livello planetario principalmente per i suoi raffinati amplificatori depositari di una circuitazione proprietaria che ne caratterizza la timbrica e la qualità sonica.

Da sempre ha mantenuto un'immagine molto riconoscibile che in quasi 50 anni non è mai cambiata, come hanno fatto altri marchi storici, primo fra tutti, McIntosh.

Questa connotazione di Electrocompaniet si riassume nella realizzazione dei pannelli frontali degli apparecchi, in spesso ed elegante plexiglass con tasti, manopole e serigrafie color oro.

Il logo della casa è una lettera "E" stilizzata, si potrebbe dire antesignana di quella che, anni più tardi, identificherà la nuova moneta europea (€).

Ma il segno lasciato da Electrocompaniet nel mondo dell'hifi non si riduce ai soli sistemi di amplificazione. Nel 1999, fa la sua prima apparizione al CES, Consumer Electronic Show di quell'anno, un cd player che sbalordirà il pubblico divenendo oggetto del desiderio, l'EMC1.

Un lettore cd con carica dall'alto, completamente manuale, enorme, quasi mezzo metro quadrato di macchina, per oltre 22 kg di peso.

L'EMC, acronimo di Electro Mechanical Cancellation, senza che mi dilungo troppo, (trovate molto altro nella recensione del modello UP a questo link) rappresenta l'apice dlla ricerca e dello sviluppo culminati con il brevetto con cui Electrocompaniet ha interpretato magistralmente l'annoso problema della riduzione delle vibrazioni all'interno di una meccanica di trasporto CD.

Pensare che dei 22.5 kg. di peso complessivo, oltre 8 kg. sono quelli che riguardano il sistema di caricamento e trasporto del dischetto argenteo, la dice lunga sugli obiettivi della maison quando decise di presentare al mondo l'EMC1.

L'EMC1 vanta una tecnologia di campionamento a 24bit/96khz e si sviluppa attorno ad una meccanica Philips CD Pro 2 Top opportunamente personalizzata, che, per mezzo del citato sistema EMC, annulla efficacemente le vibrazioni acustiche e meccaniche indotte e generate, consentendo al pick-up laser una lettura particolarmente precisa e stabile del disco rotante che viene assicurato anche dalla presenza di un clamp magnetico che oltre a tenere premuto il CD sul mandrino, centra e bilancia il CD sul suo asse di rotazione mantenendola più stabile.

Ha un circuito completamente simmetrico, alimentato da un trasformatore FTT (Floating Transformer Technology).

La filosofia di base della meccanica di lettura è ispirata dalle conoscenze specifiche maturate sui giradischi analogici, infatti a pensar bene non c'è molta differenza tra un giradischi e un lettore CD.

Entrambi i sistemi di riproduzione sono costituiti da: un motore, un pick-up e un braccio con tutti i fenomeni di risonanza del braccio e della testina che si trovano purtroppo anche nei giradischi analogici.

Per ridurre o rimuovere questi fenomeni e altre risonanze indesiderate, Electrocompaniet ha sviluppato questo sistema denominato appunto EMC che altro non è che una sospensione meccanica brevettata, settata in frequenza attraverso numerosi test di ascolto.

La sospensione elimina le vibrazioni interne ed esterne del gruppo pick-up laser, ottenendo una riproduzione superiore con bassi più articolati, palcoscenico più ampio, precisione, alta risoluzione e dettagli sorprendenti.

Tutti i circuiti analogici sono completamente bilanciati e simmetrici, simili ai circuiti degli acclamati amplificatori Electrocompaniet.

Quattro alimentatori separati che utilizzano la citata tecnologia Floating Transformer (FTT) alimentano l'unità digitale, il display, la meccanica di lettura e l'unità analogica.

Poco più di un anno dopo la presentazione, nel 2001, arriva il primo upgrade che aumenta la risoluzione a 24 bit per 192khz (la precedente si fermava a 24/96khz) mantenendo immutato tutto l'aspetto ma aggiungendo alla sigla EMC-1 l'acronimo "UP", a significare appunto l'upgrade a miglior risoluzione (potete leggere tutto al riguardo cliccando su questo link).

Una cosa molto interessante e giusta, ho trovato lo scrivere sull'etichetta posteriore, oltre al modello ed al numero seriale, l'anno di produzione, c'è onestà intellettuale ed industriale in questo, credo che sia una cosa bella, così come avviene per le auto, quando compriamo qualcosa di usato, anche se non sappiamo come è stato trattato, almeno sapremo quanti anni ha e non è cosa da poco.

Il modello in mio possesso che è immortalato in queste foto è uno di quelli della prima produzione, tra i primi usciti dalla fabbrica norvegese ed avendo avuto anche il modello UP, posso raccontare qualcosa sulle micro differenze che ho trovato tra i due modelli, identici in tutto, tranne che nell'estensione della frequenza di campionamento come detto, che passa da 96khz a 192khz.

La conversione è affidata ad un esclusivo set di chip, non i consueti Philips TDA1541 o Burr&Brown, come ci si sarebbe aspettati da un costruttore europeo, ma gli apprezzatissimi e costosi statunitensi Cirrus Logic (CS4397-KS - CS8420-CS).

La meccanica, come già detto è l'ottima ed indistruttibile Philips CDM-Pro 2 top loading (VAU1254).

Pur essendo un cd player l'Electrocompaniet EMC1 è sempre stato considerata più una meccanica di trasporto da utilizzare con dac esterno, data la sua rigidità, robustezza e qualità costruttiva.

Non è facile a distanza di tempo dalla precedente esperienza con la EMC1 UP poter dire quale suona meglio, di certo, appena inserita nel mio sistema mi ha subito incantato con un suono caldo, morbido, vellutato, mai aggressivo o tagliente, probabilmente non darà alcuna fatica di ascolto, per il resto le due macchine sono identiche in tutto e per tutto. Un punto a favore di questo modello (quello senza l'upgrade a 192khz) è che si può collegare simultaneamente sia in bilanciato XLR (L+R) che via cavo coassiale digitale ed AES/EBU XLR a 110 ohm senza dover disconnettere questo o quel cavo come nella versione UP che invece discrimina l'uso come meccanica da quello di normale CD player. Bella cosa, l'ho collegata utilizzando tutte le connessioni possibili e mi diverto ad alternarne la tipologia di utilizzo (cd transport/cd player).

Qualcuno la accusa di scarsa dinamica, sicuramente è così, ma non del tutto, i suoi pregi escono sulla lunga distanza, al primo ascolto non impressiona, ma di contro non stancherà mai.

E poi c'è sempre la possibilità di utilizzarla con un convertitore D/A esterno sfruttando le suo doti di precisione nel trasporto.

Unica nota davvero stonata è il telecomando, povero, nemmeno serigrafato, sembra quello sostitutivo dei vecchi tv a tubo catodico.

Di contro a questa caduta di stile, un plauso va ai piedini su cui l'EMC1 poggia il suo considerevole peso, si tratta di tre SuperSpikes di Soundcare, un bel regalo che pochi costruttori fanno, considerando che si tratta di piedini disaccoppianti dal costo al pubblico di circa 40,00 Euro l'uno.

Sarebbe auspicabile che altri grandi marchi prendessero in seria considerazione l'utilizzo di piedini adeguati al rango ed al costo delle elettroniche, ad esempio McIntosh, che in questo pecca enormemente, elettroniche costosissime, appoggiate su "bicchierini" di plastica di pessima qualità che non si addicono affatto alla classe di appartenenza.

Collegata al mio attuale sistema tramite cavi bilanciati Cardas Parsec XLR per la linea analogica, con cavo Mogami XLR 110ohm AES/EBU e Ricable Reference coax al dac interno al Cocktail Audio X45pro per la parte digitale, mi da la possibilità di mettere a confronto oltre un ventennio di sviluppo delle unità di conversione. Qui se la battono Cirrus Logic Vs. Sabre e se devo essere sincero, preferisco l'ascolto dell'EMC1 com CD player piuttosto che meccanica.

Posso serenamente aggiungere, in chiusura, che questo sarà il mio "ultimo" lettore CD, è bello, è buono, funziona bene e data l'assoluta manualità del cassetto e della meccanica, quindi totale assenza di pulegge, cinghie ed ingranaggi, mi auguro che garantirà ancora anni di ascolti piacevoli senza problemi.

TECHNICAL SPECS:

 

Line section: 

Single ended gain 1.6X (4dB)

Balanced gain 3.2X (10dB)

THD (1V out, 1KHz) < 0,002%

Maximum output (Balanced) > 14V RMS

Channel separation

(1V out, 1KHz) > 90 dB

Equivalent input noise 4µV   

Digital section: 

Phillips CD PRO Top loading drive unit

24 Bit 96 KHz DAC

Digital out RCA/XLR 

Other:

True balanced system

Mechanical filter which cancels acoustic/mechanical vibrations preventing the laser pick-up from receiving unwanted signals

FTT Power supply

Fully remote (no volume control)     

Power consumption:

(no load or signal) 23 W   

Dimensions:  

Width 483 mm - Depth 440 mm - Height 115mm - Weight 22.50 Kg.